L'offensiva ucraina nell'est contro i filo-russi allontana i negoziati di Ginevra

E' iniziata stamattina la controffensiva militare nell'est dell'Ucraina, dove i palazzi governativi di nove città sono stati occupati dai filo-russi. Testimoni oculari riferiscono che i militari di Kiev, affiancati da veicoli corazzati e due elicotteri, hanno circondato la città di Slovyansk, sotto il controllo degli attivisti filo-russi da sabato scorso. In seguito all'attacco, quattro membri delle forze secessioniste sarebbero rimasti uccisi. In serata, è iniziata un'altra offensiva nella vicina Kramatorsk, dove colpi di artiglieria pesante sono stati avvertiti nei pressi dell'aeroporto che, secondo quanto riferito dalle autorità, sarebbe stato riconquistato dagli ucraini. Leggi anche Peduzzi Con la Russia l'Europa punta alla "de-escalation" e Kiev si sente tradita
15 APR 14
Ultimo aggiornamento: 02:44 | 19 AGO 20
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E' iniziata stamattina la controffensiva militare nell'est dell'Ucraina, dove i palazzi governativi di nove città sono stati occupati dai filo-russi. Testimoni oculari riferiscono che i militari di Kiev, affiancati da veicoli corazzati e due elicotteri, hanno circondato la città di Slovyansk, sotto il controllo degli attivisti filo-russi da sabato scorso. In seguito all'attacco, quattro membri delle forze secessioniste sarebbero rimasti uccisi.

In serata, è iniziata un'altra offensiva nella vicina Kramatorsk, dove colpi di artiglieria pesante sono stati avvertiti nei pressi dell'aeroporto che, secondo quanto riferito dalle autorità, sarebbe stato riconquistato dagli ucraini. E' invece fallito il tentativo di riprendere il controllo dell'area compresa tra Kharkiv e Donetsk, presso Izyum, dove i filo-russi sono riusciti a respingere l'attacco ucraino. Si tratta di un'area importante, usata dalle truppe di Kiev come avamposto per i rifornimenti dei mezzi militari.

L'operazione militare ha ricevuto l'avallo degli Stati Uniti. Intervenuto in conferenza stampa in serata, il portavoce della Casa Bianca Jay Carney ha dichiarato che "il governo di Kiev ha la responsabilità della legge e dell'ordine nel Paese. Le provocazioni nell'est hanno creato una situazione a cui il governo deve rispondere".

Ciononostante, restano diverse incognite sull'esito dell'offensiva militare ucraina, dopo che ieri mattina è scaduto l'ultimatum dato ai filo-russi per abbandonare i palazzi governativi occupati. Le forze militari dei separatisti possono contare sui rifornimenti provenienti da Mosca e sono ben armate e addestrate. Di contro, le truppe regolari ucraine non dispongono dell'adeguato equipaggiamento e, secondo alcune fonti di stampa, sarebbero poco motivate.

I dubbi sono anche di natura strategica. Se da una parte Kiev ha voluto lanciare un messaggio forte a Mosca, rivendicando la propria sovranità nelle regioni orientali, dall'altra emerge il timore di usare la mano troppo pesante. Una circostanza che potrebbe prefigurare un intervento diretto della Russia. Lo stesso presidente ucraino, Oleksandr Turchynov, ha sottolineato stamane che le operazioni militari saranno "graduali", condotte "responsabilmente" e "con prudenza".

[**Video_box_2**]Parole che non hanno convinto il premier russo Dmitry Medvedev. Con un post su Facebook, il primo ministro ha infatti condannato l'offensiva di Kiev. "L'Ucraina è sull'orlo della guerra civile", ha scritto, aggiungendo di essere "addolorato" per il popolo ucraino. Lo stesso Turchynov è stato accusato dal primo ministro russo di far parte di un esecutivo che ha preso il potere in modo "illegale" a febbraio e di essere ora incapace di mantenere sotto controllo le manifestazioni di violenza nel paese. Pertanto, secondo Medvedev, le autorità ucraine "stanno cadendo nella loro stessa trappola, tentando, illegalmente, di ristabilire l'ordine che loro stessi hanno calpestato per primi partecipando a una rivoluzione armata".

Ora, l'ipotesi di una soluzione negoziale con Mosca si allontana. Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, aveva ammonito Kiev che l'offensiva militare avrebbe fatto saltare sul nascere le trattative programmate per giovedì prossimo a Ginevra e che avrebbero visto la partecipazione di Stati Uniti, Unione europea, Russia e Ucraina.

Proprio tra Washington e Mosca sono rimbalzate accuse reciproche in merito al rispettivo coinvolgimento nella crisi ucraina. Mentre Medvedev ha accusato oggi gli americani di inviare regolarmente agenti della CIA in missione a Kiev, gli Stati Uniti hanno diffuso un documento dal titolo inequivocabile: "Le invenzioni russe: dieci nuove false affermazioni sull'Ucraina". Nel testo, compilato dal Dipartimento di stato americano per rispondere punto su punto alle dichiarazioni di Mosca, si afferma che nell'est dell'Ucraina sono attivi agenti segreti russi ma che il supporto della popolazione in quella regione, diversamente da quanto avvenuto più a sud, in Crimea, non sarebbe così vasto.